…Ciane ammutolì serrando nel proprio cuore l'inconsolabile ferita: tutta in lacrime si strusse e si dissolse in quelle acque delle quali una divinità insigne era stata innanzi. Avresti visto snervarsi le sue membra, le ossa flettersi, le unghie perdere durezza; e per prime si sciolsero le parti più sottili: i capelli color del mare, le dita, i piedi e le gambe (basta un attimo per mutare in acque gelide l'esilità delle membra). Poi furono le spalle, il dorso, i fianchi, il petto ad andarsene, svanendo in rivoli evanescenti; infine in luogo del sangue vivo penetra l'acqua nelle vene in dissoluzione e nulla più rimane che si possa afferrare...

“Le metamorfosi”

Ovidio

  • La Baracca